Volontariato: unisciti a noi!

Ogni anno Rishilpi accoglie sostenitori e amici nel suo campus, ogni anno persone dai 9 ai 99 anni ci visitano per 1 mese o più, vivendo un’esperienza indimenticabile, insegnando quello che possono, apprendendo nuove competenze, condividendo giornate, pensieri e aspirazioni, partecipando ai nostri progetti in materia di istruzione, salute, acqua. Il volontariato può essere di breve o lungo termine, a seconda della tua disponibilità, potenziando le tue capacità e capacità e soprattutto … chiedendoti di fare qualcosa che renda felici te e gli altri!

Rishilpi ha beneficiato molto della partecipazione di volontari provenienti da oltremare e dal Bangladesh.

Esistono due categorie di volontari: volontari a lungo termine (oltre 3 mesi), che spesso vengono a lavorare nella professione scelta, ad es. Fisioterapia, terapia occupazionale, educatore speciale, specialista in dispositivi di assistenza e molti altri campi. I volontari a breve termine (sotto i 3/6 mesi) lavorano in qualsiasi dipartimento di Rishilpi. Di solito, un volontario avrà interessi o abilità speciali che lo portano a lavorare in un’area specifica. Tuttavia, la necessità di essere flessibili e utilizzare la propria iniziativa è molto importante.

I dipartimenti sono:

  • Programma di salute e riabilitazione
  • Programma educativo
  • Impianto di trattamento delle acque
  • Programma di sostegno all’istruzione

La sistemazione presso la Rishilpi è fornita ad un costo minimo per la durata del soggiorno. Guest House e servizi di ristorazione sono disponibili.

Per ulteriori informazioni sulle possibilità di volontariato, inviare un’e-mail a Rishilpi. Il seguente modulo deve essere compilato: domanda di volontariato

Le testimonianze dei volontari italiani più significative:

Cristina, terapista neuro-psicomotoria, inviata dalla “Coop Sociale Chronos di Rivoli” ha tenuto una sessione di play therapy con26 mamme dei bambini con una disabilità per aiutarle a dare il massimo dei benefici ai loro bambini, grazie al gioco. Il gioco è un linguaggio, il modo più naturale per esprimersi e la play therapy è antica quanto innovativa, perchè poco utilizzata, seppur di grande beneficio soprattutto per bambini affetti da autismo e iperattività.

 

Massimo“L’autonomia e l’indipendenza che riusciamo a dare alle persone con una disabilità e la vera partecipazione della comunità locale nel richiedere gli interventi e nel realizzarli, la Rishilpi dà assistenza ma non crea assistenzialismo, i progetti hanno una durata ben definita e i locali devono essere in grado di proseguire”. Massimo rende fieri noi e tutti i nostri sostenitori! (nella foto con la maglietta bianca, al centro).

Noemi: “Grazie! Sono partita con l’idea di rendermi utile, per dare un senso al periodo che intercorre tra laurea e specializzazione e ho scoperto Rishilpi sulla base di una segnalazione avuta in un gruppo fb di medici. La prima fortuna è stata di viaggiare con Luisa, pediatra in pensione. Insieme abbiamo messo su un laboratorio di pediatria aperto la mattina per i bimbi della Rishilpi ma anche dei villaggi vicini. Quando sono partita c’era una lista d’attesa di 50 bambini! Abbiamo insegnato cose anche di base ma importanti relativamente all’igiene e alla salute. Nonostante l’arretratezza del paese, Rishilpi è all’avanguardia…si capisce subito dal numero delle persone con disabilità che lavorano, da come la disabilità viene integrata nella vita quotidiana, dall’attenzione all’integrità del nucleo familiare (ad esempio assumendo padre e madre e mettendo a disposizione l’asilo nido). E’ pazzesco che ci siano cose per cui noi lottiamo e che lì sono semplici. Quali sono le cose davvero difficili e quali quelle semplici? La visita ai villaggi mina le proprie certezze, tutti esprimono gratitudine,emerge uno sguardo tutto diverso che fa riscoprire la vita, questi bambini non hanno nulla ma dispensano sorrisi e abbracci”

Germana “1 mese e 4 giorni in Bangladesh ad assistere i bambini con disabilità a fianco di chi opera davvero con il cuore. Conosco la Rishilpi da 20 anni, avevamo adottato una bambina che poi è stata obbligata a sposarsi, ora ne abbiamo adottati 13 tra me, il mio compagno e le nostre famiglie. Amo andare in Bangladesh (e tra novembre e dicembre per me il meteo è perfetto!). Bisogna sostenere chi davvero aiuta i bambini. Ho tantissimi video da mostrare….” Grazie Germana di essere sempre al nostro fianco e di essere stata con noi in Bangladesh!

 

Giorgia ed Alice hanno fatto questo video per chi non è mai stato in Bangladesh!  https://youtu.be/oIARpsjoP5U

Teresa (nella foto) per essere stata con noi in Bangladesh e averci lasciato questo video bellissimo! https://youtu.be/xTEaWeEXSkk

Alice Dhonnobad”, “Grazie”: una delle prime parole che ho imparato appena arrivata in Bangladesh e forse una delle più significative, in grado di riassumere al meglio ciò che provo dopo quasi un mese di permanenza in questo magico paese.
Sono grata per ogni minuto vissuto qui alla Rishilpi, dove i sorrisi sono all’ordine del giorno e dove si incontra sempre qualcuno di nuovo, pronto ad accoglierti come se ti conoscesse da una vita.Mi sento di ringraziare la Rishilpi per avermi dimostrato come, anche nelle differenze che appaiono più invalicabili, si possano creare dei legami profondi e sinceri, come avviene tra Hindu, musulmani e cristiani, persone disabili e non, italiani e bengalesi, bambini e ragazzi, in un ambiente dove ognuno si sente responsabile dell’altro, dove l’individualismo e la competizione non sono di casa e dove le parole fratello e sorella si associano ai familiari come a uno sconosciuto che ti aiuta a spingere la carrozzella per un tratto di strada difficile” Nella foto Alice e Andrea.

Ezio: “Volevamo adottare un bambino a distanza ma nella ricerca non siamo stati molto fortunati, finchè un amico ci ha raccontato della Rishilpi. Abbiamo adottato una bimba” – Ezio dice “abbiamo” perchè l’adozione è intesa come da parte di tutta la famiglia -“Appena sono andato in pensione sono andato a vedere se la bimba che avevamo adottato c’era davvero! E c’era! Oltre a constatare che beneficiari e progetti sono veri, la cosa che mi è piaciuta di più della Rishilpi è stata l’apertura a tutte le religioni. Così sono entrato piano piano nell’associazione. Oggi non siamo solo una famiglia adottiva ma sosteniamo un progetto, l’ostello. Anche il sostegno al progetto è avvenuto per caso, ero in Bangladesh ed è venuto un frate missionario che ha portato un bimbo caduto da un albero, la Rishilpi lo ha inserito nel programma di adozione, l’anno successivo è arrivato un altro bimbo, sempre con problemi di mobilità e autonomia, sempre portato da un frate, a quel punto l’idea di un ostello per i bimbi con particolari necessità è stata la soluzione per poter inserire questi bambini nel sistema scolastico. L’istruzione è fondamentale per questi ragazzi. I ragazzi ospitati dall’ostello sono stati abbandonati dalle famiglie o comunque lasciati a loro stessi, dunque si tratta sempre di adozione a distanza. Shawon – il ragazzo ospitato dall’ostello che veniva da un villaggio ai limiti della foresta – oggi è un maestro, in sedia a rotelle ma autosufficiente. Lui è solo il primo a raggiungere il traguardo, gli altri, siamo certi, raggiungeranno i loro obiettivi. Quasi tutti gli anni vado in Bangladesh. Si parla del mal d’Africa, ma è inevitabile legarsi a questi luoghi ove le persone ti danno tanto senza chiedere nulla, non succede di certo solo in Africa!”.

Valeria è venuta a visitare la Rishilpi nel marzo 2019. Durante la sua visita ha potuto valutare  le attività del progetto PACE finanziato da Strabordo Onlus. Ha lavorato con il team sanitario, formando lo staff in fisioterapia e ha fornito alcune linee guida al tecnico per realizzare dispositivi adeguati per le persone con disabilità. Il progetto PACE ha realizzato 297 dispositivi ortopedici.  Valeria ha partecipato alla campagna sulla salute con gli studenti delle scuole.

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